Le insurtech continuano a crescere. Nel 2018, hanno infatti raccolto 4,5 miliardi di dollari contro i 2,2 dell'anno precedente. E il 2019 sta confermando lo stato di salute di questo comparto: nel primo trimestre hanno chiuso a 1,42 miliardi di dollari circa, mentre nel secondo a 1,41. Mercato principe è quello americano, che rastrella il 42% dei capitali, seguito da Gran Bretagna (16%), Cina (9%) e Francia (6%).

Ad affermarlo è l'ultima edizione dell'Osservatorio Europeo degli intermediari assicurativi, e presentato oggi nella consueta location di Palazzo Parigi, a Milano. Lo studio, realizzato da Cgpa Europe in collaborazione con il Monitoring european distribution of insurance e giunto alla sesta edizione, si concentra soprattutto sull’evoluzione nel profilo di rischio negli agenti e nei broker, con un capitolo che si occupa delle sentenze relative all'obbligo di consulenza a carico dell'intermediario. Ma, come detto, dedica uno spazio alle insurtech e al rapporto fra la il mondo della polizza e il digitale. "Le assicurazioni", ha ricordato Massimo Michaud  (nella foto), amministratore delegato di Kinetica, "sono uno dei settori dove più si spende in innovazione. E il 55% di questi investimenti è convogliato sui temi della distribuzione, in particolare per aumentare, mediante il digitale, la qualità dell'esperienza del cliente e promuovere l'omnicanalità distributiva".

Ciò, afferma Michaud, corrisponderebbe alle preferenze di gran parte degli assicurati, che al mondo della polizza chiedono un rapporto ibrido: "relazione con gli intermediari, ma anche capacità di innovazione e di servizio". E questo avviene quasi dappertutto, eccezioni a parte (Michaud mostra il caso della Gran Bretagna, in cui - a differenza del resto d'Europa - il 56% della clientela è pure digital, contro il 10% di solo off line e il 34% di ibrido).

Per arrivare più velocemente a questa integrazione phygital, e rispondere così alle esigenze della clientela, è necessario – spiega Michaud – stringere nuove collaborazioni tecnologiche (e sono le stesse insurtech a proporsi più come partner delle compagnie che come concorrenti) e sviluppare servizi in grado di moltiplicare le occasioni di relazione con gli assicurati e rinforzarla.