Le imprese che producono più benefici sociali? Sono le aziende svizzere, seguite da quelle di Singapore, Stati Uniti, Francia e Finlandia. Mentre nella top ten dei mercati sostenibili domina l'Europa (sette posizioni su dieci). A evidenziarlo è SustainEx, tool di analisi lanciato lo scorso 20 maggio da Schroders per quantificare gli impatti sociali e ambientali di aziende, settori e aree geografiche. Un'operazione effettuata analizzando i costi o i benefici netti generati per ogni 100 dollari di fatturato.

Il settore in cui le imprese sono impegnate e l'inquadramento legislativo degli stati in cui lavorano sono molto importanti nella composizione del ranking: basti pensare che la Confederazione trae beneficio da una forte concentrazione di aziende farmaceutiche e tecnologiche quotate, e che le imprese soggette a più pressioni sociali e regolamentari da parte delle autorità generano, solitamente, più benefici sociali. L'altro lato della medaglia mostra, invece, che i mercati emergenti (nell'ordine, Brasile, Malaysia, Thailandia, Russia e Indonesia) sono in fondo alla classifica della sostenibilità perché dipendono maggiormente dallo sfruttamento delle risorse naturali.

"Le aziende e i paesi sono soggetti a una pressione crescente da parte delle istituzioni e della società affinché considerino il proprio impatto relativo a sfide come il cambiamento climatico, l’inquinamento e l’obesità", aveva dichiarato Andrew Howard (nella foto), head of sustainable research di Schroders in occasione del lancio di SustainEx. "E più queste tensioni sociali si inaspriscono, più è probabile che si trasformino in costi finanziari tangibili. Per gli investitori è quindi più importante che mai considerare gli impatti sociali delle aziende e dei portafogli, piuttosto che affidarsi puramente a indicatori finanziari".