Più specialisti in tecnologia, meno laureati in economia. Cambierà in questo modo, dopo l'emergenza sanitaria, il mix di risorse umane in banca. Ad affermarlo è stato Flavio Valeri  (nella foto), chief country officer di Deutsche Bank spa, in un intervento video che fa parte di un "giro di pareri" organizzato dall'agenzia dii comunicazione Sec Newgate sul lavoro dopo il Covid.

"Durante il lockdown", ha affermato Valeri, "le banche hanno operato con circa il 15% di presenza nelle sedi centrali fisiche e il 20%-25% degli sportelli è rimasto aperto su base alternata e su appuntamento. Non si pensava che questo fosse possibile. Ma in realtà è successo. il cliente finale ha cambiato, o sta cambiando rapidamente, il proprio rapporto con la banca".

La cosa è reciproca? Deve esserlo, dice Valeri: "noi stessi dovremo capire come ridisegnare la banca, lavorando con i sindacati di riferimento e con tutti i dipartimenti delle risorse umane" per delineare un nuovo modo di operare. "Dal punto di vista della nostra organizzazione interna, del nostro rapporto con il cliente" e da quello delle competenze che saranno richieste all'azienda di credito del dopo-coronavirus.

"Mi immagino", dice il chief country officer della banca di piazza del Calendario, "competenze di tipo meno tradizionale". In altri termini, meno laureati in scienze economiche o legali, e molti di più "in tecnologia, in data mining, in cyber security".

Un cambiamento epocale, perché da anni, ricorda Valeri, a entrare in banca è un certo tipo di professionalità. La sfida sarà dunque "spostare l'attenzione verso nuove competenze".