I tempi stanno cambiando. E anche gli usi, i costumi. Non è certo un mistero – anzi, ricordarlo è una cruda banalità – che i giovani siano i motori di questa trasformazione verso un digitale sempre più presente.

Sì, i giovani. Ma quali giovani? In altri termini: c'è differenza tra i comportamenti della generazione Y (i famosi millennials, nati fra il 1981 e il 1996) e quelli della generazione Z (termine con cui si indicano i giovani nati negli anni 2000)? Hype, servizio di light banking del gruppo Sella, ha provato ad analizzare le diverse abitudini dei due gruppi nell'utilizzo della sua app.

 

… E IO PAGO…

Punto di partenza, la frequenza giornaliera di accesso alla app: 0,68 volte al giorno per i "giovanissimi" e 0,57 per la generazione Z. "Una differenza", afferma una nota, che sembra "infinitesimale, ma che in realtà rappresenta un chiaro indicatore di come i giovanissimi ricorrano con maggiore naturalezza alla propria mobile bank. Si tratta di un gesto sempre più frequente, anche se non ancora meccanico come, per esempio, il consultare whatsapp, ma l’incremento nell’abitudine di utilizzo è netto".

Molto più visibile la differenza di utilizzo di questi servizi: se, per i millennials è boom a tre cifre per l'accredito dello stipendio nella app (+214% nel 2019), la generazione successiva sembra utilizzarla per la "paghetta" dei genitori (il 70% degli under 18 si serve dell'applicazione per ricevere abitualmente denaro).

 

ABITUDINI DI ACQUISTO

Per quanto riguarda le abitudini di acquisto, entrambi i gruppi utilizzano la app nei negozi al dettaglio: gli "Y" sono il 12,88%, gli "Z" il 17,02%. Per il resto, ci sono differenze sugli articoli acquistati di più: per i consumatori in erba, questo comparto si attesta sull'11,80% (contro il 5,78% di millennials); inoltre, i giovanissimi mangiano con maggior frequenza fuori casa (spendono il 12,49% tra ristoranti tradizionali e fast food), mentre la generazione Y bilancia pranzi e cene nei locali (7,39%) e la spesa per alimentari (6% nella grande distribuzione, dove la "gen Z" si ferma al 3,43%).

 

 

 

VIAGGIARE O NAVIGARE (VIRTUALMENTE)?

Ultima parte della ricerca, il "salvadanaio virtuale", cioè gli obiettivi che spingono i giovani ad accantonare soldi a medio termine.

In questo caso, le strategie sono molto diverse: per la generazione Z, i prodotti di punta sono quelli elettronici o i software, seguiti dal patrimonio tecnologico personale – scelta che mostra chiaramente la tendenza dei baby-consumatori a trascorrere molto tempo libero on line. I millennials preferiscono invece gli acquisti più tradizionali: "veicoli e trasporti" e “viaggi e vacanze”.

 

 

Fonte delle tabelle: Hype