I commercianti non sono contrari al rafforzamento dei pagamenti elettronici. Ma sempre entro certi limiti. Lo rivelano i primi risultati di un'inchiesta effettuata da Satispay intervistando esercenti convenzionati di vario tipo (51.000 i negozianti interpellati, 3.516 le risposte pervenute entro la prima settimana del lavorativa dall'invio del questionario).

In particolare, anche tra i merchant più aperti al mondo degli e-payment c'è una comprensibile attenzione ai costi delle transazioni, soprattutto per quelle sotto i 25 euro.

Alla fine, però, volente o nolente il 79,5% le accetta con tutti gli strumenti a disposizione e solo il 13,8% prende solo contanti e forme di pagamento alternative (come, per esempio, Satispay), mentre il gruppo dei cash only non supera il 3,2%.

La situazione non cambia di molto se si sposta l'asticella ai pagamenti sotto i 10 euro: in questo caso il 68,2% degli esercenti mette comunque a disposizione del cliente la possibilità di saldare il conto con tutti gli strumenti presenti in negozio, il 19,8% preferisce limitarsi a contanti e a pagamenti alternativi e l'8,2% desidera ricevere solo cash.

 

Che i pagamenti elettronici siano accettati non significa automaticamente che piacciano. O che siano il tipo di transazione preferita dai negozianti. Specialmente nel caso di importi piccoli, generalmente percepiti come costosi. Così, se – come abbiamo visto – il 79,5% degli esercenti che hanno risposto al sondaggio accetta tutti i tipi di pagamento anche per importi inferiori a 25 euro, le preferenze dei negozianti sono ancora rivolte al contante: il 61,3% predilige il denaro di carta, il 25,4% le formule alternative e il 7,3% le carte di pagamento. Queste tre percentuali diventano, rispettivamente, il 65,9%, 28,9% e 1,7% per somme sotto i 10 euro.

 

In generale, c'è un'apertura anche nei confronti di possibili benefit in favore dei clienti che pagano in modalità elettronica. Ma sempre a determinate condizioni. Nel dettaglio, i ricercatori di Satispay hanno chiesto ai negozianti il parere su un eventuale incentivo fiscale per i clienti nel caso in cui questa misura aumentasse il giro d'affari dei merchant fino a un raddoppio degli incassi. A una prima versione della domanda (generica - cioè, senza specificare gli strumenti di pagamento utilizzati), i favorevoli non hanno raggiunto neppure il 50% (la percentuale esatta è del 43,9%).

La stessa domanda è stata poi posta chiedendo un'opinione al verificarsi di due casi specifici: l'introduzione di benefici fiscali applicati ai soli "pagatori" che utilizzano le carte di pagamento tradizionali e il via libera agli stessi incentivi, ma collegati a tutti gli strumenti payment - compresi, dunque, gli "alternativi". In questo caso, la risposta è stata molto divergente: nel secondo caso, l'indice di gradimento è schizzato al 65,9%, mentre nel primo è crollato al 17,3%.

E se qualcuno si svegliasse con l'idea di obbligare gli esercenti – su richiesta, ovviamente, del cliente - a utilizzare il Pos anche per piccoli importi? In questo caso, il 58% dei negozianti percepirebbe questa misura in modo negativo.