Il cybercrimine fa male alle aziende e provoca loro le perdite più costose. Tuttavia, a causare il maggior numero di sinistri informatici sono gli incidenti interni. Lo osserva Managing The Impact Of Increasing Interconnectivity - Trends In Cyber Risk (Gestire l’impatto della crescente interconnettività - Tendenze nei rischi informatici), studio effettuato da Allianz Global Corporate & Specialty su 1.700 incidenti nel mondo It. L'indagine analizza 1.736 sinistri cyber, per un valore di 660 milioni di euro, che hanno coinvolto Agcs, ma anche altre società assicurative, dal 2015 al 2020.
In particolare, a costare di più alle imprese sono gli attacchi DDoS; in prospettiva spaventano anche l'aumento del ransomware e i data breach di grandi dimensioni. La società del gruppo Allianz ha anche osservato i primi sinistri che derivano (indirettamente) dal Covid-19, compresa la nuova generazione di attacchi ransomware, quella che colpisce i lavoratori in remoto. “Tuttavia”, afferma una nota di Agcs, “è troppo presto per confermare una tendenza più ampia”.
Questo per il crimine informatico. Ma, come detto, gli errori umani e i guasti dei sistemi sono più numerosi, anche se provocano meno perdite. In particolare, fra gli incidenti interni, i conti più salati vengono dall'interruzione delle attività; non poter accedere a dati o servizi può anche avere un forte impatto sui ricavi.
"La criminalità informatica riempie i titoli dei giornali”, ha affermato Catharina Richter, global head dell’Allianz Cyber Center of Competence, integrato in Agcs. “Tuttavia i guasti quotidiani dei sistemi, le interruzioni dell'It e gli incidenti dovuti a errori umani possono causare problemi alle aziende, anche se il loro impatto finanziario non è, in media, altrettanto grave. Datori di lavoro e dipendenti devono collaborare per aumentare la consapevolezza e la resilienza informatica".