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Il rischio cyber preoccupa sempre di più

Il 2018 ha stabilito record nella violazione di dati, mettendo alla luce falle  nei sistemi di sicurezza. E il 2019, secondo vari esperti, potrebbe rivelarsi ancora peggiore

 

 


Il 2018 ha stabilito record imprevedibili nella violazione di dati, mettendo alla luce falle – anche sistemiche – nei sistemi di sicurezza. E il 2019, secondo vari esperti, potrebbe rivelarsi ancora peggiore. Tutto questo mentre la Gdpr, da mesi a pieno regime, prevede requisiti più stringenti e sanzioni più severe in caso di data breach. Anche per questo motivo, la percezione del rischio cyber cambia, e si fa più aderente alla realtà. Non per niente, l’Allianz Risk Barometer 2019 vede i pericoli provenienti dall’informatica scalare le posizioni nella classifica degli incubi delle aziende. Secondo il rapporto stilato da Allianz Global corporate & specialty, gli incidenti informatici raggiungono l’interruzione di attività nella classifica dei rischi più importanti per le imprese a livello mondiale: a indicarli è il 37% del panel. La business interruption – al primo posto da sette anni – deve dunque condividere questa non invidiabile leadership con il rischio informatico che, ha affermato Marek Stanislawski, deputy global head of cyber di Allianz Global corporate & specialty, “è stato importante per molti anni, ma come ogni nuovo rischio ha dovuto confrontarsi con il basso grado di consapevolezza. Siamo arrivati a un punto in cui il cyber è altrettanto preoccupante per le aziende quanto le loro principali esposizioni tradizionali”.
La criminalità informatica, ricorda Allianz, costa ora circa 600 miliardi di dollari l’anno, contro i 445 del 2014. Mentre, alle classiche minacce informatiche, se ne aggiungono altre, come l’intervento di stati sovrani e gruppi di hacker, che attaccano i fornitori di infrastrutture sensibili o sottraggono dati importanti o segreti commerciali alle imprese. Mentre gli incidenti informatici causano sempre più class action o cause legali. Uno scenario non tranquillizzante, certo. Ma almeno ora il potenziale distruttivo del rischio informatico non è più sottovalutato, come invece accadeva fino a pochi anni fa.

 

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

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