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Mia– Miss In Action, parte la chiamata per la terza edizione

Il programma di accelerazione dedicato alle innovatrici, organizzato da Digital Magics e Bnp Paribas con la collaborazione di Crif, amplia la platea dei candidati

 

Layla Pavone

 

Al via la call for innovation di Mia– Miss In Action, programma di accelerazione dedicato alle innovatrici, organizzato da Digital Magics e Bnp Paribas con la collaborazione di Crif e giunto alla terza edizione. Quest’anno l’iniziativa è aperta non solo, come da tradizione, a start up fondate da donne o con una compagine a maggioranza femminile, ma anche a team di studentesse, laureate, gruppi universitari a a maggioranza “rosa” e neo imprenditrici.
Le candidate devono proporre idee, prodotti o servizi innovativi nei settori: insurtech, formazione e apprendimento (anche digitale); nuovi metodi di lavoro; fitness; foodtech; sostenibilità; casa, città e mobilità smart; responsabilità sociale; salute; welfare; benessere; bellezza; moda; design; proptech; retail; viaggi; new space; leisure & entertainment e marketing digitale.
Per partecipare occorre inviare la propria candidatura al sito missinaction.it entro il prossimo 27 aprile. Saranno poi selezionati i progetti ritenuti più promettenti, per un massimo di 12; questi presenteranno le loro idee nel corso dell’Innovation Day, in programma a maggio.
Nel corso dell’evento, una giuria che comprenderà anche personaggi di Digital Magics, Bnp Paribas e Crif sceglierà quattro vincitori; questi ultimi avranno la possibilità di intraprendere un percorso di coaching e mentorship di tre mesi organizzato da Digital Magics.
“Mia – Miss In Action è nata ormai tre anni fa da una constatazione che mi ha particolarmente colpito: fra le startup registrate alle apposite sezioni delle camere di commercio italiane, quelle fondate da donne sono meno del 15%”, ha dichiarato Layla Pavone, chief innovation marketing and communication officer di Digital Magics. “Nell’ultimo anno la situazione è stata ulteriormente aggravata dalla pandemia e le donne si sono ritrovate a dover combattere su più fronti: sanitario, economico e sociale. Sono, infatti, le donne quelle maggiormente impiegate nel settore dei servizi, spesso con contratti precari e quindi meno tutelate, senza dimenticare che sono sempre loro a occuparsi più frequentemente della cura della propria famiglia unendo smart working e attività domestiche”.

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