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Tecnologie per assicurazioni e banche

Open finance, prossima frontiera

23 Febbraio 2022

Secondo Marie Johansson, country manager di Tink, anche questo comparto potrebbe presto essere regolamentato dalle autorità. Per portare poi a un’ulteriore evoluzione…

Marie Johansson

 

“L’open banking ha democratizzato e trasformato la finanza come la conosciamo oggi. L’open finance è il prossimo passo di questo viaggio, e incoraggerà la collaborazione tra fornitori terzi e l’industria finanziaria tradizionalmente chiusa”. Lo afferma, in un intervento inviato alle redazioni dei giornali, Marie Johansson, country manager di Tink. Precisando che è il secondo è il naturale proseguimento del primo: “è il livello successivo nella democratizzazione della finanza, e finirà ciò che l’open banking ha iniziato: livellare il campo di gioco in modo che i consumatori ottengano servizi finanziari più personalizzati”.

 

Normativa in vista?

Per ora, puntualizza Marie Johansson, è solo la banca aperta a essere “parzialmente regolata da un quadro legale”, mentre l’open finance non è coperto da alcuna regolamentazione finanziaria. O almeno “non lo è ancora”.
Ma la situazione, afferma la manager, potrebbe presto cambiare. La Commissione europea e la Financial Conduct Authority britannica hanno infatti “intrapreso un dialogo sulla necessità di regolamentare l’open finance. L’obiettivo è quello di promuovere una maggiore salute finanziaria attraverso la concorrenza e l’innovazione del mercato”.

 

Verso l’open data

Secondo Marie Johansson, l’open finance “sarà un bene sia per le imprese, sia per gli individui. I consumatori otterranno un accesso più semplice ai propri dati e impareranno di più sulle loro finanze, migliorandone anche il controllo: l’accesso a più informazioni, d’altronde, conduce a migliori decisioni finanziarie. Le aziende invece otterranno l’accesso a dati più rilevanti, un più agevole onboarding di nuovi clienti e soluzioni fintech scalabili e a prova di futuro”.
L’open finance, conclude, “è parte di un obiettivo europeo ancora più ampio: una tappa imprescindibile nel viaggio verso l’open data, che rappresenta il momento in cui ognuno potrà scegliere chi può accedere alle proprie informazioni – finanziarie e non”.

 

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