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Tecnologie per assicurazioni e banche

2019, sempre più sportelli bancari diventeranno hub digitali

Lo afferma una previsione di Auriga. Che prevede competizione, ma anche collaborazione, fra i nuovi player e quelli tradizionali. 

 

Vincenzo Fiore, ceo di Auriga

 

Meno filiali e più sportelli digitalizzati. Secondo Auriga, società di software per la banca omnicanale, questo trend proseguirà anche nel 2019. Tutto questo mentre il settore creditizio tradizionale continuerà a sentire la concorrenza delle nuove banche digitali (come N26), e farà progressi sul fronte dell’open banking.


 

La filiale piace ancora

Più nel dettaglio, i gruppi creditizi hanno rivisto il loro patrimonio distributivo negli ultimi cinque anni, e – sempre secondo Auriga – anche ora proseguiranno con i cambiamenti. Logistici, prima di tutto: molte succursali saranno trasferite in punti di maggiore domanda, come per esempio i centri commerciali. L’operazione è già stata avviata da banche come Lloyds e Halifax, che hanno già inaugurato agenzie di questo tipo a Londra e a Manchester.
Insieme a questo trend, proseguirà il calo del numero di sportelli, anche se gli istituti di credito sicuramente non ignoreranno i desideri dei clienti, che ritengono ancora importanti le filiali bancarie (secondo il World retail banking report 2019 di Capgemini, il 60,1% del panel ha espresso questa opinione). Per questo motivo, le aziende di credito si concentreranno sulla trasformazione delle agenzie tradizionali in hub completamente digitali; tra le tecnologie più utilizzate, il video banking e un uso più razionale dei tablet in filiale.
Il 2019 potrebbe sancire anche l’affermazione dell’omnicanalità.

 

Digitale e mobile

L’altro lato della medaglia è l’operatività sul lato digitale e mobile. Come ricordato da Vincenzo Fiore, ceo di Auriga, “nuovi player di mercato e le cosiddette challenger bank come N26 hanno raggiunto un buon numero di clienti e hanno cominciato a uscire dalla loro nicchia, rendendo la loro offerta mainstream“.
La concorrenza da parte dei nuovi player si è fatta dunque serrata, e si intensificherà ancora con gli strascichi della Psd2. La reazione delle banche tradizionali? Auriga prevede un futuro all’insegna della collaborazione, che permetta alle fintech di espandersi e alle banche tradizionali di mantenere le loro quote di mercato.
Un esempio lampante è quello di Fidor Bank, che si autodefinisce “banca-fintech” e mira a coinvolgere i clienti nei suoi processi decisionali. Se non è un tentativo di democrazia in banca, poco ci manca.
Anche la Psd2 rappresenta un’opportunità per la collaborazione tra “vecchio” e “nuovo”: le banche potrebbero infatti cercare di condividere i dati dei clienti con le fintech, aprendo a una collaborazione per creare nuove offerte.

 

Intelligenza artificiale

Infine, l’intelligenza artificiale, che nel 2019 resterà a livello di sperimentazione, soprattutto sulle chatbot di assistenza clienti. Non è ancora giunto, dunque, il tempo in cui questa innovazione rivoluzionerà il mondo del credito: i tagli dei costi previsti grazie all’intelligenza artificiale, secondo il World Retail Banking Report, potrebbero raggiungere il trilione di dollari, ma per ridurre le spese operative del 22% si dovrà aspettare il 2030.
Un trend che potrebbe contribuire alla spending review è il fenomeno del Whatsapp banking, già reso possibile dalla Emirates National Bank of Dubai: l’istituto rende possibili funzioni come versamenti, transazioni, controllo del saldo o il blocco/sblocco della carta di pagamento con la app di messaggistica. Ancora più avanti è la Cina, in cui si utilizza la app WeChat per qualsiasi cosa: imitare i trend di Pechino potrebbe aprire a una nuova, clamorosa epoca nel rapporto fra i consumatori e i loro soldi.

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