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Tecnologie per assicurazioni e banche

Boom di attacchi cyber. E di polizze sottoscritte

27 Marzo 2019

Lo ha evidenziato l’Aiba nel corso di un evento. Ma, ha avvertito il presidente Luca Franzi de Luca, “l’offerta tradizionale reperibile sul mercato rischia di non essere sempre adeguata”, per l’esclusione dei rischi informatici “dalle coperture property & casualty”

 

Crescono gli attacchi cyber. E anche il numero di polizze sottoscritte contro questi rischi. Lo ha evidenziato l’Aiba nel corso dell’evento Rivoluzione? Evoluzione!, che si è tenuto oggi a Roma. “Gli attacchi cyber di grave entità registrati in Italia nel 2018 sono stati 1.152 (+38% rispetto al 2017), secondo l’ultimo rapporto Clusit sulla sicurezza Ict”, recita una nota dell’associazione di rappresentanza dei broker. “Il 62% degli attacchi ha provocato danni superiori a 80.000 euro, un valore sufficiente a mettere in ginocchio una qualunque Pmi”.
Questa situazione ha portato al 33% il numero delle aziende che hanno acquistato una copertura contro questi pericoli. “Nell’epoca dell’Industry 4.0, non sempre le imprese prestano la dovuta attenzione ai benefici prospettici derivanti da una puntuale strategia di mitigazione dei rischi cyber”, ha commentato Luca Franzi de Luca, presidente di Aiba. “Inoltre, l’offerta tradizionale reperibile sul mercato rischia di non essere sempre adeguata, per via della previsione di esclusione dei cyber risk dalle coperture property & casualty“. Allo stesso tempo, ha proseguito Franzi, le polizze sul rischio informatico “tendono a escludere le lesioni e i danni materiali. Quindi, servono nuove soluzioni stand alone per garantire la longevità delle aziende, ma è altrettanto fondamentale mantenere un attentissimo presidio su quelli che possono risultare essere i rischi non trasferiti al mercato assicurativo”.
Tra i pericoli che vengono dalle connessioni, anche gli attacchi hacker al settore sanitario, che nel 2018 sono raddoppiati. Se davvero entro il 2020 l’80% di ospedali e cliniche sarà in cloud, non c’è da stare tranquilli. “Il rischio cyber non risiede solo nel data breach“, ha puntualizzato Franzi. “L’inarrestabile digitalizzazione del processo diagnostico e terapeutico pone in rilievo il grande problema della sicurezza dei pazienti”.

 

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

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