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Tecnologie per assicurazione e banche

Crescono e-commerce e pagamenti con carte e smartphone

Lo evidenzia l’ultima edizione dell’Osservatorio mobile payments della School of management del Politecnico di Milano. Da cui emerge anche…

 

L’anno scorso, i pagamenti con carte effettuati in territorio italiano sono saliti dell’11%, raggiungendo quota 270 miliardi di euro. Mentre il mercato e-commerce ha fatto segnare un +15%, a 30,3 miliardi transati con card o wallet (e gli acquisti da mobile sono passati dal 34% al 40% del totale, a 12 miliardi e in crescita del 33%). Tutto questo mentre si è iniziato anche a effettuare transazioni con oggetti indossabili – un comparto ai primi passi, è vero, ma già capace di sfiorare i 70 milioni pagati nel 2019.
Sono questi alcuni dei principali dati emersi dall’ultima edizione dell’Osservatorio mobile payments della School of management del Politecnico di Milano, presentati nel corso dell’evento Innovative Payments: collaborare paga, che si è tenuto oggi in streaming.
Per quanto riguarda le carte, il loro utilizzo “è legato sempre più ad acquisti quotidiani come dimostrano la crescita delle transazioni pro capite (83 nel 2019 rispetto alle 71 dell’anno precedente, +17%) e il calo del valore medio di ogni operazione, intorno ai 53,7 euro – circa 3 in meno rispetto al 2018”, ha affermato Alessandro Perego, responsabile scientifico degli Osservatori Digital innovation del Politecnico di Milano.
“L’incremento riscontrato, seppure più alto della media europea guardando ai dati 2018 (+16%), non è però sufficiente per permettere all’Italia di scalare la classifica continentale e andare oltre la 23° posizione (su 27) nella quale già si trovava, ben lontana dai paesi più performanti come Danimarca, Svezia e Finlandia, che registrano oltre 300 transazioni pro capite all’anno”, ha aggiunto Perego.
“Tra i pagamenti con carta, continua a crescere il contactless, arrivato a 63 miliardi di euro (nel 2018 era 40,5) con circa 1,5 miliardi di transazioni nel 2019 (+67%)”, ha detto invece Valeria Portale, direttore dell’Osservatorio Innovative Payments. “Lo scontrino medio di 42 euro, in diminuzione rispetto ai 45 dello scorso anno, dimostra che la crescita del contactless non è solo una cannibalizzazione dei pagamenti con carta tradizionali, ma anche una sostituzione di quelli di minore importo, solitamente effettuati in contante. Un altro fattore che sta facendo diminuire lo scontrino medio di questi pagamenti è l’uso delle carte come biglietto sui mezzi di trasporto pubblico, trend iniziato nel 2018 a Milano e a Treviso e che si è ampiamente consolidato nel 2019 in varie città”.

 

Pagamenti innovativi

In crescita anche i pagamenti innovativi, che hanno chiuso il 2019 a 3,1 miliardi (+109%). Quattro le componenti di questo gruppo. A cominciare dalle transazioni con smartphone in negozio, che hanno chiuso il 2019 a quota 1,83 miliardi di euro e 58 milioni di operazioni, triplicando il numero di consumatori che ha scelto questa opzione.
Secondo gruppo considerato, i pagamenti con smartphone al di fuori dei negozi, che hanno totalizzato quasi 1,24 miliardi (+29%); a trainare questa modalità, le ricariche telefoniche (590 milioni di euro), che precedono servizi legati alla mobilità (oltre 325 milioni di euro), utenze e bollettini (205 milioni di euro).
I pagamenti con smartwatch e dispositivi indossabili, come abbiamo già accennato, arrivano quasi  a 70 milioni di euro – in realtà, questo è solo l’inizio, afferma una nota del Politecnico, che però prevede uno sviluppo importante nei prossimi anni.
Infine, le transazioni attraverso lo smart speaker o l’automobile (smart objects payment) o nei negozi senza cassa (pagamenti invisibili), che non sono stati quantificati, ma potrebbero decollare in futuro.
“Già oggi qualsiasi oggetto connesso e intelligente può potenzialmente abilitare un pagamento”, ha commentato Ivano Asaro, direttore dell’Osservatorio Innovative payments, che si riferisce, per esempio, a “oggetti indossabili, elettrodomestici, altoparlanti, automobili. In questi casi saranno i produttori a giocare un ruolo fondamentale nei prossimi anni, realizzando applicazioni ad hoc per integrare i diversi sistemi di pagamento. Per quanto riguarda i sistemi “invisibili” – in grado di evitare il classico passaggio alla cassa in negozio utilizzando telecamere per il riconoscimento facciale o autorizzando le transazioni con altri parametri biometrici (come l’impronta digitale) già testati in alcuni casi tra Cina, Stati Uniti e Russia – in Europa si è ancora alle fasi di sperimentazione. Le difficoltà maggiori, oltre alla necessità di costruire una nuova infrastruttura di lettori, sono da imputare anche a problematiche di privacy e di sicurezza dei dati sensibili utilizzati: Ma si sta già lavorando per creare standard che abilitino queste tipologie di pagamento”.

 

Foto di cottonbro da Pexels