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Tecnologie per assicurazioni e banche

Le polizze del futuro? Quasi tutte digitali

Lo afferma un’indagine realizata da Italian Insurtech Association, in collaborazione con Emf Group e con il sostegno di Elips Life. Ma gli ostacoli sono ancora molti: attualmente l’80% degli intermediari non ha neppure un sito di e-commerce

 

“Nella corsa alla digitalizzazione il fattore tempo è determinante. La sfida è evitare che in Italia si perda l’opportunità di creare un mercato assicurativo innovativo che sappia rispondere, con nuovi servizi e prodotti, a un nuovo tipo di domanda da parte di un consumatore sempre più digitale, che oggi rappresenta il 32% del target assicurativo: era al 10% nel 2010 e sarà all’82% del 2030”. Ad affermarlo, Simone Ranucci Brandimarte, presidente di Italian Insurtech Association, commentando l’indagine sul livello di digitalizzazione degli intermediari, realizzata dalla stessa Iia in collaborazione con Emf Group e sostenuta da Elips Life.
Secondo la ricerca, la maggioranza della distribuzione assicurativa non teme il rapporto digitale con il cliente: ad averne paura è infatti il 50% dei broker, il 59% degli agenti nonomandatari e il 63% dei pluri.
In ogni caso, la digitalizzazione è importante per rimanere competitivi (lo afferma il 76% del panel): big data (per il 36%), web service (35%), intelligenza artificiale (30%) e blockchain (23%), possono avere un impatto positivo sul lavoro, ampliando la conoscenza dell’utente, e facilitando analisi predittive e automatizzazione di alcune attività a basso valore aggiunto.
Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare? Sì e no. Perché da una parte, il 73% afferma di aver già avviato prima del 2020 un processo importante di digitalizzazione per rendere automatici i processi per la gestione di attività quotidiane (come emissioni, quotazioni, gestioni di pagamenti). Dall’altra, però, l’80% non ha neppure un sito di e-commerce per vendere le sue polizze.
Non ci si può stupire allora che l’85% dei giovani ritenga l’offerta assicurativa inadatta alle proprie esigenze. In particolare, il 56% dei millennials chiede un linguaggio nuovo, più in linea con le esigenze dei clienti in erba, il 72% vuole prodotti più utilizzabili on line e l’81% li preferisce integrati con gli smartphone.

 

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

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