Tab Magazine

Tecnologie per assicurazioni e banche

Lo smart working che verrà

8 Luglio 2021

Secondo una nota di Dynabook, il lavoro agile post-pandemia obbligherà il mondo finanziario a dotare i lavoratori di computer portatili più resistenti, adatti agli spostamenti più frequenti. E…

Massimo Arioli

 

Dopo la pandemia, lo smart working resterà protagonista anche nel mondo finanziario. Le aziende del settore dovranno quindi interpretare al meglio le nuove aspettative di lavoratori e clienti. Mostrandosi in grado di mixare riapertura di uffici e filiali con l’inevitabile “nomadismo digitale” dei dipendenti. Di conseguenza, dovranno identificare (e sviluppare) le migliori tecnologie per poter lavorare a distanza. Anche nell’hardware.
Lo afferma una nota di Dynabook, produttore di computer portatili del gruppo Sharp.
“Notebook e pc sono stati fondamentali durante questa pandemia e continueranno ad esserlo nel nuovo mondo della finanza”, commenta Massimo Arioli, business unit director Italy di Dynabook Europe.
“Queste aziende devono assicurarsi di investire in dispositivi leggeri e portatili, ma potenti e progettati per adattarsi sia al lavoro da casa sia al tempo trascorso in ufficio. I dispositivi devono essere abbastanza resistenti da sopportare gli spostamenti, pur avendo la stessa connettività di livello superiore di uno smartphone per consentire una collaborazione fluida, evitando costosi tempi morti”.
Senza dimenticare il problema degli attacchi informatici, che sono cresciuti, e di molto, dall’inizio della pandemia e la conseguente svolta “in remoto” di molte imprese. “Le aziende del settore finance“, consiglia Arioli, “devono assicurarsi che i dispositivi end-user integrino funzionalità di sicurezza. Come il riconoscimento facciale o delle impronte digitali , oppure l’archiviazione delle credenziali basate sull’hardware. E questo per fornire un primo livello di protezione contro i criminali informatici. Indispensabili anche soluzioni come gli zero client per garantire che i dispositivi non conservino le informazioni sensibili”.

Enrico Levaggi

Show Buttons
Hide Buttons