Tab Magazine

Tecnologie per assicurazione e banche

“Prendiamo in giro le start up. Con gli omini del Lego”

 

Oggi Tab Magazine inaugura Fuoricampo. Si tratta di una sezione dedicata a personaggi (famosi o non) che non lavorano nei settori di cui il nostro giornale parla quotidianamente. I protagonisti di questo spazio ci racconteranno il loro rapporto con la tecnologia per banche e assicurazioni, il grado di utilizzo del fintech, le opinioni su questi comparti. Con interviste, sondaggi, approfondimenti e pareri cercheremo di delineare – a volte con un mood un po’ sbarazzino e con un linguaggio “giovane” – il rapporto fra innovazione e cittadini di ogni quando e dove.
Ma ci sarà anche altro: in questa sezione decisamente fuori dagli schemi ci lasceremo volta per volta guidare dalle intuizioni del momento, da nuovi spunti. Senza paletti, senza steccati, senza schemi prestabiliti.

Mattia Marangon

 

Primo protagonista di Fuoricampo è un imprenditore millennial. Si tratta di Mattia Marangon, 25 anni, mestrino, che insieme a due giovani conosciuti in un gruppo Facebook (Samuele Rovituso di Torino e Pietro Alcaro di Catanzaro) ha sviluppato Legolize, iniziativa specializzata in vignette umoristiche. Nulla di nuovo, se non fosse che i web comics utilizzano, come personaggi, gli “omini” Lego. Personaggi che, ha detto Marangon a Tab Magazine, “abbiamo scelto perché eravamo appassionati dei “mattoncini danesi” fin da piccoli. Ma anche perché sono sempre uguali, impassibili, non cambiano mai la loro mimica facciale. E una battuta detta da qualcuno che resta serio, fa ridere ancora di più”.
Tra gli argomenti trattati nelle illustrazioni, anche il settore finance, la sua versione tech e il mondo magmatico delle start up. Galassie che stanno pian piano imparando il valore terapeutico della satira e dell’autoironia.

 

La vignetta che Legolize ha realizzato per Sparkasse

 

Domanda. Quando ha preso il via il progetto Legolize?

Marangon. Nel 2016. Ed è partito da un normale confronto in rete, di quelli tipici dei gruppi Facebook. Io dico una cosa, tu ne dici un’altra, e lì nasce l’idea. E dall’idea, la decisione di realizzarla. Così, insieme a Samuele Rovituso di Torino e Pietro Alcaro di Catanzaro, abbiamo iniziato a delineare le nostre vignette digitali con omini Lego come protagonisti.

Domanda. Tutto da remoto?

Marangon. Sì. Abbiamo sviluppato il progetto ognuno da casa sua, a chilometri di distanza. E anche oggi continuiamo a lavorare in questo modo: abbiamo contatti frequenti e ci sentiamo quotidianamente. In un secondo tempo ci siamo anche conosciuti personalmente. Ma data la distanza geografica e tutto quello che è successo negli ultimi tempi, non ci siamo visti più di una decina di volte in cinque anni.

Domanda. Tu chiamalo, se vuoi, smart working.

Marangon. Esattamente.

Domanda. Torniamo a Bomba.

Marangon. Ok. Nel 2016 abbiamo iniziato a pubblicare su Facebook. Nel 2021 è stata la volta di Instagram e Linkedin. E’ stato lo sbarco in quest’ultimo social a cambiare un po’ il nostro stile, quello che in gergo si chiama “tono di voce”: Instagram è un canale più irriverente, su Linkedin si va a parlare a professionisti. E bisogna un po’ adattarsi.

Domanda. Va bene pubblicare sui social. Ma, come diceva Giorgio Gaber, “se potessi mangiare un’idea, avrei fatto la mia rivoluzione”. Per dirlo in maniera poco urbana: come monetizzate?

Marangon. Realizziamo vignette personalizzate con i personaggi Lego per campagne promozionali di aziende e sponsorizzazioni di prodotti e servizi.

Domanda. Anche nel mondo finanziario?

Marangon. Certamente. Abbiamo collaborato con Yap, società specializzata in pagamenti elettronici, Gimme5, fintech di risparmi e investimenti, e Sparkasse/Cassa di Risparmio di Bolzano, lavorando con Ldv20, marchio collaterale della banca. In questo caso, abbiamo creato un web comic dove prendiamo in giro quei “superconsulenti” che – come si legge nella vignetta – hanno “una startup che aiuta le startup a diventare startup”.

Domanda. Come vi siete avvicinati al fintech e al settore bancario?

Marangon. Quando siamo arrivati su Linkedin. Infatti, approdare nel social network delle professioni non ci ha solo convinti a adattare il nostro stile a quella realtà, ma ha creato nuove opportunità per il nostro lavoro. Nuovi contatti. Tra cui, appunto, tre aziende del mondo finance.

Domanda. Solo tre?

Marangon. Sì. Preferiamo centellinare, per non rischiare di lavorare per troppe aziende tra loro concorrenti.

Domanda. Da quanto avete sperimentato, le imprese del settore si lasciano prendere in giro?

Marangon. Dipende. La cosa è più difficile per le banche, che hanno uno loro stile ufficiale, consolidato in decenni di attività. Mentre le fintech, le aziende più giovani, si mettono spesso in gioco con contenuti umoristici. Noi abbiamo comunque lavorato con un’azienda di credito che ha accettato di veicolare una comunicazione giovane e ironica.

Domanda. Il personaggio che ricorre di più nelle vostre vignette si chiama Ugo Legozzi. Vi siete chiaramente ispirati a Fantozzi, non è così?

Marangon. Così come Ugo Fantozzi rappresenta l’italiano medio, il nostro Ugo Legozzi rappresenta l’influencer medio. È quindi una parodia degli influencer che viaggiano, che fanno palestra, il tutto in modo ironico. Ah, dimenticavo: sua moglie si chiama Pina.

Domanda. Lei ha 25 anni, è quindi un imprenditore millennial. Ha mai messo piede in una filiale bancaria? E in un’agenzia assicurativa?

Marangon. In banca solo tre volte: uno per l’apertura del conto, due per depositare. Per il resto ho sempre effettuato tutte le operazioni con telefono o smartwatch. In un’agenzia non ci sono invece mai andato: faccio tutto on line.

Alberto Mazza

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