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Tecnologie per assicurazioni e banche

Svizzera-Italia: il rematch si gioca tra le insurtech

22 Novembre 2021

Il campo, questa volta, è una ricerca del Politecnico di Milano. And the winner is…

Marco Giorgino

 

Nel calcio, il duello Svizzera-Italia ha visto prevalere i rossocrociati, tra le esultanze in diretta del telecronista Armando Ceroni: i Confederati sono già ai Mondiali, mentre gli azzurri dovranno passare per l’azzardo degli spareggi.
Ma se la partita si giocasse tra le insurtech, chi sarebbe il vincitore? O meglio: ce ne sarebbe uno? Il match è stato “giocato”, a suon di dati e percentuali, dal Politecnico di Milano in particolare dall’Osservatorio Fintech & Insurtech della School of Management dell’ateneo meneghino – con una ricerca-confronto, denominato L’Ecosistema Insurtech tra Svizzera-Italia.

 

Partnership vs internazionalizzazione

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Dall’indagine emergono similitudini e divergenze. Una in particolare: le società tecnoassicurative che vestono l’azzurro sembrano più aperte rispetto alle svizzere alla collaborazione con altri player, mentre che quelle che portano i colori rossocrociati, mostrano una “maggiore proiezione internazionale”, afferma una nota del Politecnico.
“Il 49% opera nel resto dell’Europa (contro il 37% delle italiane), il 37% in Asia (solo il 7% fra le italiane), un altro 37% in Africa (nessuna italiana), il 34% nelle Americhe (il 7% delle italiane) e il 45% in Oceania (contro il 4% delle italiane). In entrambi gli ecosistemi si osserva una marcata concentrazione in un’area del paese, a Milano per start up italiane (il 40%) e a Zurigo per quelle svizzere (il 54%). E le tecnologie più utilizzate sono le stesse: Api (rispettivamente il 71% per le italiane e il 46% per le svizzere), big data analytics (63% e 54%) e intelligenza artificiale (56% e 54%)”.

 

Target diversi

Foto di Kampus Production da Pexels

Differente anche il target. “Le insurtech italiane propongono le proprie soluzioni soprattutto ai singoli individui (85%) e agli attori non finanziari (76%), che sono entrambi serviti solo dal 43% delle start up elvetiche, iù orientate invece verso gli attori finanziari (71%, contro il 63% delle italiane). In Italia, poi, il ramo assicurativo di riferimento è molto variegato, con una start up su due con orientamento trasversale a molti comparti (49%) e un sostanziale equilibrio fra i singoli settori (29% salute, 27% casa, 27% vita e 27% professionale). In Svizzera, invece, ci si concentra sui settori auto (40%) e casa (20%) o su soluzioni trasversali (37%). Se si guarda alle attività della value chain, le start up di entrambi i paesi sono attive soprattutto nella vendita, gestione e sottoscrizione dei contratti (86% le svizzere, 76% le italiane). Oltre una insurtech elvetica su due si occupa anche di product development (54%) e gestione sinistri (54%), più di un terzo di attività di back office (37%), mentre in Italia le altre attività sono secondarie: il 41% si focalizza sulla gestione sinistri, un quinto lavora a product development (20%), back office (22%) e asset management (20%)”.
“L’innovazione digitale in ambito assicurativo è un fenomeno di dimensioni ancora non particolarmente rilevanti, con poche start up rispetto a quanto registrato nel fintech”, afferma Marco Giorgino, responsabile scientifico dell’Osservatorio. “Ma dal grande potenziale, dimostrato dall’entità dei finanziamenti ricevuti a livello globale. In media, 1,4 volte più elevati rispetto proprio alle fintech. La Svizzera è un mercato che sta dando segnali importanti, da cui possiamo imparare in termini di proiezione internazionale e con un’offerta variegata e presente in diversi stadi della value chain”.
Insomma, dalla lettura dei dati sembra apparire un certo vantaggio per la Svizzera. Ma, in questo caso, per chi è indietro non ci sono le forche caudine dei playoff…

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