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Tecnologie per assicurazioni e banche

Via libera al “cashback autostradale”. Ma per Assoutenti il processo è troppo macchinoso

Per ottenere il rimborso occorrerà installare una app. Ma per l’organismo dei consumatori, la restituzione automatica del denaro sarebbe un’opzione più semplice e ampiamente praticabile

 

Autostrade per l’Italia introdurrà il rimborso del pedaggio nel caso in cui, ha detto Roberto Tomasi, amministratore delegato di Aspi, “a causa di lavori”, il tempo di percorrenza sia molto “maggiore rispetto alla media della tratta”. La sperimentazione è prevista in agosto.
Troppo tardi, però, secondo Assoutenti. Che, oltretutto, giudica “contorto” il meccanismo di restituzione. Il cashback autostradale, secondo una nota, è “basato su una app che rischia di violare la privacy degli automobilisti, e pertanto di essere bloccato dal garante per la protezione dei dati personali”. Rischiando un bartaliano “tutto da rifare”.
“Il cashback arriva quando già milioni di italiani si sono spostati per le autostrade del paese rimanendo bloccati da lavori e cantieri, e la sua applicazione risulta pertanto tardiva”, dice Furio Truzzi, presidente di Assoutenti. “C’è poi il nodo della privacy degli automobilisti che la app Free to X utilizzata da Aspi per i rimborsi potrebbe violare. Chi intende ottenere l’indennizzo per essere stato coinvolto in disservizi autostradali dovrà infatti fornire tutti i propri dati alla app in questione, informazioni sensibili anche per il tracciamento degli spostamenti dei cittadini”, prosegue Truzzi.
“Oggi il 62% degli utenti che utilizzano le autostrade paga i pedaggi attraverso Telepass, il 23% con carte di credito e solo il 15% in contanti. Questo significa che l’85% degli automobilisti potrebbe ottenere in modo automatico il rimborso spettante, senza presentare alcuna richiesta e senza dover cedere i propri dati sensibili a terzi. Grave, infine”, conclude Truzzi, “che Autostrade per l’Italia non abbia coinvolto gli utenti e il garante della privacy nella consultazione sul cashback dei pedaggi, impedendo così ai fruitori finali della rete autostradale di apportare un contributo concreto al servizio e superare le criticità dei rimborsi”.

Alberto Mazza

Foto di Arno Senoner da Unsplash

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